I Creativi Culturali ed il nuovo paradigma

30 gennaio 2012 in Approfondimenti, Articoli, Salute ed ecologia mentale

Si avverte sempre di più l’esigenza di relazioni più solidali, di stili di vita più sani e di un più equilibrato rapporto con l’ambiente. Questa spinta interiore sta coinvolgendo settori sempre più consistenti della popolazione mondiale. Si tratta di un processo di profonda trasformazione culturale che è stato oggetto di importanti ricerche, fra le quali ricordiamo quelle svolte dal sociologo Paul Ray negli Stati Uniti tra gli anni 1995 e 2000 (P.H. Ray, 1997; P.H. Ray e S. Anderson, 2000). Esse non si limitano ad evidenziare gli aspetti di crisi e trasformazione in atto nella società moderna, ma individuano anche l’emergere di un nuovo paradigma, attorno al quale sembra raccogliersi una parte sempre più consistente della popolazione statunitense (circa il 25%  degli adulti).

Queste persone sensibili al nuovo paradigma culturale sono state definite “Creativi Culturali”, in quanto propugnano un nuovo tipo di cultura, divergente rispetto a quella dominante, che si incentra sui seguenti aspetti: attenzione alle relazioni interpersonali e alla questione della pace; elevata sensibilità ecologica ed interculturale; ricerca di una spiritualità universale e impegno per la crescita personale; insoddisfazione verso le istituzioni e la politica; rifiuto del materialismo e dell’ostentazione sociale; sostegno ad un’economia solidale.

Altre ricerche, svolte in molti paesi d’Europa ed in Giappone, confermano che questa cultura emergente si sta manifestando in varie parti del pianeta e in particolare nei paesi più industrializzati. Il primo studio in Italia, eseguito grazie ad una collaborazione fra Club di Budapest, Università di Siena e Villaggio Globale di Bagni di Lucca, mostra che i Creativi Culturali reggiungono il 35% della popolazione adulta.

Malgrado la loro consistenza numerica, i Creativi Culturali non sono ancora pienamente coscienti della propria identità di gruppo e hanno la tendenza a credere che poca gente condivida i loro valori. Questo è dovuto soprattutto al fatto che i loro punti di vista sono ignorati dai principali mezzi d’informazione. Ciò nonostante, grazie alla loro entità numerica, tendono ad influenzare il campo degli affari, della politica, e della vita pubblica.


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