Le Artiterapie
9 gennaio 2012 in Articoli, Artiterapie
Spesso la parola “arte”, specie quando è inserita nel setting socio-sanitario, viene accostata alla parola “terapia”. Quest’ultima deriva dal verbo greco “Therapèuo”, che significa “prendersi cura”, ma anche “servire”, onorare”, “venerare”. Con questa accezione è stata utilizzata per secoli in ambito filosofico e medico. Anche il termine anglo-sassone “Therapy” è sinonimo di “to care for” e significa perciò “prendersi cura”. Tuttavia, in epoca moderna, la parola ha assunto sempre di più il significato prevalente di “prescrivere un trattamento”, ossia fornire un rimedio per correggere un difetto (reprimere un sintomo), in modo da ristabilire una “normalità” convenzionale e ricondurre la persona nei binari di un comportamento conforme alle aspettative del suo ambiente. E’ ovvio che, in questo modo, viene conferito al termine composto “arte-terapia” tutt’altra connotazione, come se il percorso artistico fosse uno strumento pre-confezionato che si somministra dall’esterno, alla stregua di un farmaco o di una protesi ortopedica.
In realtà, arte e terapia sono i due termini di un binomio dialettico che riveste ben altro significato.
Arte è la capacità di esprimere e dare forma ai propri vissuti, di trasmettere emozioni, sensazioni, intuizioni, di dare spazio alla creatività e alla condivisione.
Terapia indica un atto di solidarietà, un incontro fra due o più persone, in cui l’uno si prende cura dell’altro, lo aiuta ad uscire dalla sofferenza, a recuperare le proprie più intime vocazioni, a riattivare un processo di crescita interiore e di sviluppo esistenziale.
Nell’arte, come nella terapia, si coglie un bisogno di comunicazione e di partecipazione, una risoluzione della solitudine, l’attivazione di un percorso di crescita condivisa. Entrambe rimandano ad un atto di comunione, ad un incontro autenticamente umano. In fondo, l’arte può essere in sè terapeutica e la terapia, quella vera, racchiude la forza dell’atto creativo. Altrimenti si riducono ad un qualcosa di anonimo ed effimero.
Nell’incontro autenticamente umano, l’arte diventa terapia e la terapia si trasforma in arte. Non più, quindi, arte-terapia come semplice giustapposizione di due elementi, ma arteterapia, o meglio arterapia, come concetto unico, olistico, che al tempo stesso comprende entrambi i termini e li oltrepassa, proponendosi come valore nuovo ed originale.
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