Una visione integrale dell’uomo e dei trattamenti
30 gennaio 2012 in Approfondimenti, Articoli, Discipline olistiche, Salute ed ecologia mentale
L’esigenza di superare la visione frammentaria e riduzionistica dell’uomo e del mondo è stata sempre presente nella storia del pensiero, influenzando la medicina e la scienza. Si può dire che la visione olistica risale alla notte dei tempi ed è stata patrimonio delle discipline spirituali, orientali ed occidentali, dell’Antichità. La tradizione taoista, per esempio, ha dato origine ad una medicina che si integra armonicamente con le leggi universali del Tao e che vede l’organismo umano come un tutto inscindibile, vivificato da un fluire ininterrotto di energie. Ricordiamo l’aforisma di Lao Tze (VI sec. a.C.) secondo cui “la somma delle parti non costituisce il tutto”. Nell’Antica Grecia, Ippocrate, tutt’oggi considerato il padre della medicina, aveva sostenuto la necessità di affrontare la malattia nella sua globalità. Nei suoi trattati chiamava in causa fattori dietetici, climatici, psicologici e sociali, valorizzando inoltre il dialogo fra medico e paziente. In epoca moderna, con l’affermarsi dello scientismo meccanicistico e del riduzionismo organicistico, siamo giunti all’attuale egemonia della farmacoterapia allopatica. Tuttavia, accanto alla medicina ufficiale, hanno continuato a diffondersi le cosiddette “medicine complementari o alternative” e le “discipline bio-naturali”, ispirate ad una visione olistica. Negli ultimi decenni, questi trattamenti hanno ottenuto importanti riconoscimenti presso molte università e presso la stessa OMS.
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