Economia eco-solidale
22 febbraio 2012 in Economia eco-solidale
Cos’Ă© un’economia sostenibile per schesis
22 febbraio 2012 in Economia eco-solidale
Cos’Ă© un’economia sostenibile per schesis
22 febbraio 2012 in Crescita trans-personale
Qui si parla di cosa è per schesis “empowerment”…
22 febbraio 2012 in Percorsi formativi
Il titolo non è brillantissimo…
Qui si dovrebbe citare ciò che è formazione (in senso lato: eventi che formano, plasmano) su temi olistici che non siano la scuola in sĂ© ma promossi dalla scuola (le conferenze del filosofo Iacono su Bateson per esempio) o da chi gravita intorno (airemp: conferenza sul mondo olografico con gli scienziati Teodorani o Marchi… non sono impazzito! non “quel” Marchi!… ma Vittorio Marchi…)
22 febbraio 2012 in Valutazione e ricerca
Il Centro Ricerche Ecologia e Salute Mentale si propone di approfondire ed ampliare gli studi sugli stati mentali, cercando di promuovere una cultura umanistica e scientifica che non perda di vista la dimensione clinica.
In questo sito vogliamo far conoscere una serie di studi e di esperienze cliniche inedite nell’ambito della salute mentale ed offrire uno spazio per il confronto e la discussione sul significato antropologico della sofferenza psichica.
I disturbi psichici vengono inquadrati e studiati all’interno di una visione più ampia di quella propugnata dalla medicina ufficiale. Essi vengono considerati come potenzialità abortive dell’essere umano, come il naufragio di una tensione spirituale. Il soggetto non riesce a realizzare quegli stati di coscienza ampliata (stati meditativi, mistici ed estatici), verso i quali si sente naturalmente sospinto, e rimane sospeso in una condizione di incompletezza e sofferenza. In questa ottica, la cura non mira tanto alla risoluzione del sintomo quanto – secondo l’antico concetto filosofico di therapèia- ad una riattivazione del cammino interiore.
22 febbraio 2012 in Danza
Due parole con Mario Betti, medico psichiatra e psicoterapeuta  Responsabile della Unità Funzionale Salute Mentale Adulti della Valle del Serchio – Azienda USL 2 di Lucca. Alcune domande a proposito della pratica della biodanza con gli utenti del servizio di Salute mentale realizzata con Laura del Conte insegnante didatta di biodanza.  Insieme presenteranno al Forum di Vicenza la relazione Biodanza per la salute mentale. Valutazione di esito sugli effetti terapeutici della Biodanza.
Com’è iniziata la collaborazione tra il servizio psichiatrico e la biodanza?
Avevo partecipato ad un corso di Biodanza tenuto da Laura Del Conte e Massimo D’Alessandro negli anni 1997/99 ed avevo avuto modo di cogliere le valenze terapeutiche e riabilitative di questa disciplina. Appena mi è stato possibile ho pensato di coinvolgere alcuni operatori (educatori ed infermieri) del Centro di Salute Mentale che si occupavano di riabilitazione per avviare un percorso di Biodanza con utenti del Servizio.
Quale ruolo svolge la biodanza nel complesso ambito degli interventi con i pazienti psichiatrici? Ossia in che modo l’attivitĂ di biodanza si integra con gli interventi piĂą strettamente clinici?
Gli incontri di Biodanza rappresentano un momento significativo per molti utenti che possono trovare, in questo ambito, uno spazio importante di relazione ed interazione psicocorporea ed affettiva. La partecipazione degli operatori del Servizio alle sessioni di Biodanza rappresenta un momento di connessione importante che facilita il dispiegarsi della relazione d’aiuto anche in altri ambiti.
Come è organizzata la pratica della biodanza? Come sono i gruppi, con che cadenza, in spazi istituzionali o esterni...
Si fruisce, per gli incontri, di uno spazio istituzionale, presso il Centro Diurno, anche se possono essere utilizzati spazi esterni. Viene effettuato un incontro per settimana a cui partecipano, insieme all’insegnante e ad un paio di operatori, pazienti in carico al Servizio di Psichiatria per lo più gravemente impegnati sul piano psicopatologico e/o psicogeriatrico. La seduta di questo gruppo prevede una durata un po’ più breve rispetto alle sedute classiche, con particolare attenzione alle fasi di regressione,le quali sono però generalmente ben accolte.
Un secondo gruppo, anch’esso con cadenza settimanale, è aperto alla partecipazione di utenti meno gravi e altri cittadini interessati a questa pratica. I cittadini non utenti contribuiscono ai costi con una propria quota economica. Si realizza in questo modo un gruppo con valenze di “normalità ” che facilita l’integrazione dei soggetti con disagio. In questo caso, le sessioni sono sostanzialmente simili a quelle dei gruppi non terapeutici
Quali sono i benefici piĂą evidenti?
Migliora il senso di fiducia, l’autostima e le capacità di affidarsi e di interagire in modo costruttivo con gli altri. Ciò si trasferisce anche in ambito familiare e rende più vivibili le situazioni relazionali a domicilio.
Come vivono questa proposta i pazienti?
Abbiamo sempre osservato una risposta positiva, in alcuni casi entusiastica, da parte di persone abituate e sentirsi emarginate ed escluse dagli altri. Solo un paio di casi hanno mostrato una resistenza dovuta, per lo piĂą, al timore di eccessive stimolazioni affettive o erotiche.
Che cosa consiglieresti a chi volesse proporre la biodanza in contesto psichiatrico nel proprio territorio?
Credo che sarebbe opportuno, in una fase preliminare, il coinvolgimento di alcuni operatori nell’attività di Biodanza, in modo da costituire équipe integrate capaci di offrire un effetto di trascinamento e di supporto.
Mario Betti: Medico psichiatra, dal 2006 è Responsabile della Unità Funzionale di Salute Mentale Adulti presso l’Azienda USL n° 2 di Lucca, Zona-Distretto Valle del Serchio. Da 15 aprile 2009 è Direttore di Schesis – Scuola Umanistico Scientifica per la salute mentale”, istituita dalla Regione Toscana in collaborazione con Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato.
 Laura Del Conte, Terapista della Riabilitazione è insegante titolare didatta di Biodanza. Conduce gruppi a Carrara e Fornaci di Barga. Dal 2000 lavora a progetti di riabilitazione esistenziale nella Salute Mentale e con l’handicap a Massa Carrara, Lucca e provincia
Articolo tratto da: biodanza doc
11 febbraio 2012 in Approfondimenti, Articoli, Formazione
Chiese il Discepolo all’Antico Maestro: “O Venerabile che tutto conosci, indicami il sentiero.”
Rispose l’Antico: “Assapora il sollevarsi e il rifluire delle maree; lascia che i raggi del sole riscaldino il mare.”
Chiese ancora il Discepolo: “Quello che dici è bello, Maestro, ma dove si trova il sentiero?”
Tuonò l’Antico: “Tu sei le maree, tu sei il sole. Tu sei il cibo. Ferma l’acqua col fuoco, ferma il fuoco nell’acqua.”